Bacco
Statua: Bacco di Jacopo Tatti (detto Jacopo Sansovino) - Museo Nazionale del Bargello a Firenze
Tipologia: Statua
Autore: Jacopo Tatti (detto Jacopo Sansovino)
Collocazione: Museo Nazionale del Bargello
Datazione: 1515
Identificazione catalografica:
L’opera è censita nella banca dati di Wikidata con identificativo Q3632505 ed è descritta come entità culturale nel database collaborativo internazionale.
Descrizione documentale:
Il Bacco, statua in marmo realizzata da Jacopo Tatti, meglio noto come Jacopo Sansovino, intorno al 1515, è una delle gemme del Museo Nazionale del Bargello. Quest'opera giovanile, databile ai primi anni del Cinquecento fiorentino, si inserisce nel contesto di un Rinascimento al suo apogeo, già proiettato verso le nuove sensibilità del Manierismo.
Sansovino, scultore e architetto che avrebbe lasciato un'impronta indelebile a Venezia, si formò in una Firenze culturalmente e artisticamente vivacissima, assorbendo l'eredità di maestri quali Donatello e Verrocchio, e confrontandosi con la rivoluzione di Michelangelo. La statua rappresenta il dio del vino in un momento di gioiosa, ma contenuta, ebbrezza. Il giovane Bacco è immortalato nudo, in un elegante contrapposto che gli conferisce un senso di flessuosità e movimento. La sua anatomia è resa con straordinaria delicatezza, evidenziando una maestria tecnica già pienamente acquisita.
La mano destra del dio stringe un grappolo d'uva, mentre il volto, scolpito con grande sensibilità, rivela un'espressione enigmatica, a metà tra un sorriso compiaciuto e una lieve malinconia. Questa interpretazione del tema, orientata all'armonia e a una grazia quasi aristocratica, si discosta dal Bacco più impetuoso di Michelangelo, con il quale Sansovino si misura indirettamente. L'opera testimonia la ricerca espressiva dell'artista e la sua capacità di infondere vita al marmo, anticipando la sua futura grandezza.
Sansovino, scultore e architetto che avrebbe lasciato un'impronta indelebile a Venezia, si formò in una Firenze culturalmente e artisticamente vivacissima, assorbendo l'eredità di maestri quali Donatello e Verrocchio, e confrontandosi con la rivoluzione di Michelangelo. La statua rappresenta il dio del vino in un momento di gioiosa, ma contenuta, ebbrezza. Il giovane Bacco è immortalato nudo, in un elegante contrapposto che gli conferisce un senso di flessuosità e movimento. La sua anatomia è resa con straordinaria delicatezza, evidenziando una maestria tecnica già pienamente acquisita.
La mano destra del dio stringe un grappolo d'uva, mentre il volto, scolpito con grande sensibilità, rivela un'espressione enigmatica, a metà tra un sorriso compiaciuto e una lieve malinconia. Questa interpretazione del tema, orientata all'armonia e a una grazia quasi aristocratica, si discosta dal Bacco più impetuoso di Michelangelo, con il quale Sansovino si misura indirettamente. L'opera testimonia la ricerca espressiva dell'artista e la sua capacità di infondere vita al marmo, anticipando la sua futura grandezza.
- Fonte: Wiki Data - Catalogo: Q3632505
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