Roma Palazzo Montecitorio

ITALIA, Lazio, RM, Roma P.zza di Montecitorio

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Buongiorno, signore e signori, cari amici dell'arte, della storia e, perché no, del dramma politico! Siete pronti a immergervi in un luogo che è molto più di un semplice edificio storico? Oggi ci troviamo in Piazza di Montecitorio, nel cuore pulsante di Roma, quel Lazio che ha visto nascere e svilupparsi millenni di civiltà, e di fronte a noi si erge Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati. Ma non pensate che sia solo un austero palazzo della politica; è un libro di storia aperto, un capolavoro architettonico e un vero e proprio palcoscenico della nostra nazione. Permettetemi di guidarvi attraverso i secoli e le storie che questo magnifico "Palazzo" - come lo definisce giustamente il nostro inventario - racchiude. La sua storia inizia nel lontano Seicento, quando Papa Innocenzo X Pamphili, un pontefice ambizioso e amante della grandezza, decise di commissionare a uno dei più brillanti geni del Barocco romano, Gian Lorenzo Bernini, un nuovo palazzo per ospitare la Curia Innocenziana, ovvero i tribunali pontifici. Immaginate la Roma di allora: un cantiere a cielo aperto, dove il Bernini e il suo eterno rivale Borromini si sfidavano a colpi di marmo e travertino. Il Bernini, con la sua inconfondibile audacia, concepì una facciata maestosa e, soprattutto, convessa. Sì, avete capito bene, convessa! Un'onda pietrificata che sembra voler abbracciare l'intera piazza, un tocco di teatralità tipico del suo genio, pensato per stupire e accogliere il popolo romano. Purtroppo, la morte di Papa Innocenzo X nel 1655 interruppe bruscamente i lavori, lasciando il palazzo incompiuto e la visione berniniana solo parzialmente realizzata. Fu solo decenni dopo, verso la fine del XVII secolo, che un altro papa, Innocenzo XII Pignatelli, decise di riprendere in mano il progetto, affidandolo stavolta a Carlo Fontana, allievo e continuatore dell'eredità berniniana, ma con uno stile leggermente più sobrio e accademico. Fontana, pur rispettando l'idea originaria della facciata curva, aggiunse il campanile con l'orologio e completò l'edificio, dandogli la forma che in gran parte vediamo oggi. Notate l'armonia, la maestosità, ma anche una certa compostezza che bilancia la vivace impronta berniniana. E a proposito di storia che ci guarda dall'alto, avete notato l'obelisco che si erge al centro della piazza? L'Obelisco di Montecitorio, o Obelisco Solare. Non è un semplice ornamento! Questo colosso di granito rosso fu portato a Roma dall'Egitto dall'Imperatore Augusto, originario di Eliopoli, e serviva come gnomone per un'enorme meridiana, l'Horologium Augusti, nel Campo Marzio. Per secoli giacque in pezzi, finché Papa Pio VI non decise di restaurarlo e rialzarlo qui alla fine del Settecento. Immaginate: una storia egizia, romana, papale, e poi moderna, tutto condensato in un unico monolite che, in un certo senso, "cita" la grandezza del tempo e del potere. E qui, permettetemi una piccola divagazione etimologica, dato che siamo guide "ultra esperte": il nome "Montecitorio" deriva probabilmente da "Mons Citatorius", forse per le assemblee che vi si "citavano" in epoca romana, o da un "monticello" di detriti, una collina artificiale. Un po' come i nostri politici, a volte nascondono segreti anche i nomi dei luoghi! Ma veniamo al ruolo che questo palazzo ha oggi. Il suo destino cambiò radicalmente con l'Unità d'Italia e la proclamazione di Roma a capitale nel 1870. La giovane nazione aveva bisogno di una sede prestigiosa per il suo Parlamento, e Palazzo Montecitorio, con la sua posizione centrale e la sua imponenza storica, fu la scelta quasi obbligata. Tuttavia, il palazzo barocco non era certo adatto alle esigenze di un moderno parlamento con centinaia di deputati. Fu così che, all'inizio del Novecento, l'architetto siciliano Ernesto Basile, un maestro dello stile Liberty, fu incaricato di un'imponente ristrutturazione. Basile realizzò la celebre Aula della Camera, con la sua ricchezza di decorazioni, i fregi allegorici e il velario istoriato che raffigura scene della storia d'Italia. E se avessimo la fortuna di entrare, vi condurrei al "Transatlantico", quel lungo corridoio affacciato sull'Aula, un vero e proprio salotto della politica, dove, si narra, avvengono i veri dibattiti e si tessono le trame più intricate, lontano dai microfoni ufficiali. È il "backstage" della democrazia, un luogo di aneddoti e incontri informali che hanno plasmato la storia del nostro Paese. Dalla descrizione apprendiamo che il palazzo ospita ben 158 opere: immaginate la ricchezza artistica, tra sculture, dipinti e arredi che raccontano la storia d'Italia e il suo percorso verso la democrazia. È un tesoro nascosto, un museo vivo e pulsante che si fonde con la vita politica. Quindi, la prossima volta che vedrete Palazzo Montecitorio, non vedrete solo un "palazzo storico di Roma, sede della Camera dei deputati". Vedrete l'audacia di Bernini, la precisione di Fontana, l'innovazione di Basile, la storia millenaria dell'obelisco egizio, e l'eco di decisioni che hanno forgiato la nostra nazione. È un luogo dove passato e presente si incontrano, dove l'arte e la politica danzano un valzer perpetuo, un simbolo della nostra identità e della nostra resilienza. Un vero gioiello, anzi, il cuore pulsante di Roma e dell'Italia.
  • Fonte: Beni Culturali - Catalogo: 70b71c8c978ebe7f77e289458bfca433
  • Fonte: Wiki Data - Catalogo: Q781417
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