Il periodo "Postmodernismo"
Il Postmodernismo in arte è un fenomeno complesso e multiforme che si afferma tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, come critica e superamento delle utopie moderniste. Se il Modernismo credeva nel progresso, nell'originalità, nel potere trasformativo dell'arte e nell'esistenza di un linguaggio visivo universale, il Postmodernismo mette in discussione queste certezze: non esiste un'unica narrativa, non esiste originalità assoluta, ogni linguaggio è una citazione di qualcosa di precedente. Il concetto chiave è la decostruzione.
In architettura — il campo in cui il termine fu usato per primo — il Postmodernismo si esprime nel ritorno ironico alla decorazione storica, alle citazioni eclettiche, alla rottura della severa scatola modernista. Robert Venturi — il suo Complessità e contraddizione nell'architettura (1966) è il testo fondatore — e Charles Moore costruiscono edifici ludici e citazionisti. Il Piazza d'Italia di Moore a New Orleans è un esempio emblematico di pastiche ironico. In Italia, la Tendenza di Aldo Rossi elabora invece un Postmodernismo più sobrio e malinconico.
In arte visiva, il Postmodernismo si manifesta nella Neo-Geo — Jeff Koons, Haim Steinbach —, nella Pittura neo-espressionista degli anni Ottanta — Jean-Michel Basquiat, Julian Schnabel, Anselm Kiefer —, nell'appropriazionismo — Sherrie Levine che ri-fotografa fotografie celebri — e nella critica istituzionale. Barbara Kruger e Jenny Holzer usano il linguaggio pubblicitario per smontarne le strutture di potere. Il Postmodernismo ha aperto la strada alla pluralità e alla democrazia dei linguaggi dell'arte contemporanea.