Il periodo "Pop Art"
La Pop Art è il movimento che domina la scena artistica anglofona tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento, sviluppandosi parallelamente — con caratteri diversi — in Inghilterra e negli Stati Uniti. In risposta all'ermetismo dell'Espressionismo astratto e all'elitarismo del mondo dell'arte, la Pop Art recupera le immagini della cultura di massa — pubblicità, fumetti, cinema, televisione, prodotti di consumo — elevandole a soggetto artistico con atteggiamento ambiguo tra celebrazione e critica ironica.
In Inghilterra, il movimento precede quello americano: il collage Just What Is It that Makes Today's Homes So Different, So Appealing? (1956) di Richard Hamilton è considerato il manifesto anticipatore della Pop Art. Negli USA, Andy Warhol è la figura dominante e più iconica: le sue serigrafie di lattine di zuppa Campbell, i ritratti multipli di Marilyn Monroe, Elvis Presley, Mao Zedong trasformano le icone del consumismo e dello spettacolo in oggetti d'arte attraverso la ripetizione seriale, commentando con ironia fredda la cultura dello spettacolo e della merce. La sua Factory diventa un centro nevralgico della cultura newyorkese.
Roy Lichtenstein trasferisce il linguaggio del fumetto — retino Ben-Day, contorni neri, balloon — su tele di grande formato, con risultati di straordinaria eleganza formale. Jasper Johns e Robert Rauschenberg — i precursori — ibridano pittura e oggetti quotidiani in combine paintings di grande complessità. In Inghilterra, David Hockney porta la Pop verso la pittura figurativa di vita contemporanea con grazia e ironia tutta britannica. La Pop Art aprì la strada al Postmodernismo e rimane, con i suoi colori vivaci e le sue icone riconoscibili, uno degli stili più amati e diffusi.