Il periodo "Astrattismo"
L'Astrattismo è una delle rivoluzioni più radicali della storia dell'arte: l'abbandono della rappresentazione del mondo visibile in favore di un linguaggio puramente visivo fatto di forme, colori, linee e composizioni prive di riferimento figurativo. Sebbene le avanguardie precedenti avessero già destrutturato la realtà, è solo con l'Astrattismo che l'immagine si svincola completamente dalla raffigurazione, aprendo un universo di possibilità espressive infinite.
Le origini sono convenzionalmente datate al 1910-1913, con le prime Composizioni astratte di Wassily Kandinsky, che teorizzò le basi spirituali e musicali del nuovo linguaggio nel testo fondamentale Dello spirituale nell'arte (1912). Kandinsky credeva che i colori e le forme possedessero valori emotivi e spirituali analoghi alle note musicali. Parallelamente, il Suprematismo di Kazimir Malevič in Russia — culminato nel Quadrato nero su fondo bianco (1915), opera di assoluta radicalità — e il Costruttivismo di El Lissitzky e Rodčenko elaborano astrazioni di carattere geometrico e utopico.
In Olanda, il movimento De Stijl — Piet Mondrian, Theo van Doesburg — riduce l'arte a linee orizzontali e verticali e ai tre colori primari più bianco, nero e grigio, in una ricerca di assoluto equilibrio universale. Le Composizioni di Mondrian sono icone dell'arte del Novecento. L'Astrattismo si diffonde in tutto il mondo, conoscendo molteplici varianti — astrazione lirica, geometrica, informale — e restando una delle correnti più vitali e influenti dell'arte moderna e contemporanea.