Il periodo "Cubismo"
Il Cubismo è la rivoluzione artistica più radicale del XX secolo, elaborata a Parigi tra il 1907 e il 1914 da Pablo Picasso e Georges Braque in un dialogo creativo di straordinaria fertilità. Partendo dalla lezione di Cézanne — la riduzione della realtà a strutture geometriche — i due artisti scardinano completamente le convenzioni della rappresentazione pittorica occidentale: la prospettiva rinascimentale, la visione da un solo punto di vista, l'unità spazio-temporale dell'immagine vengono abbandonate a favore di una visione simultanea e analitica.
Si distinguono tradizionalmente due fasi. Il Cubismo analitico (1908-1912) scompone gli oggetti in piani geometrici multipli, mostrando contemporaneamente diverse prospettive della stessa forma: i dipinti di questo periodo — nature morte, ritratti, figure — usano una gamma cromatica ristretta di grigio, ocra e bruno, per non distrarre dall'analisi formale. Il Cubismo sintetico (dal 1912) reintroduce il colore e introduce il collage — pezzi di carta di giornale, carte da giochi, stoffe — come elemento pittorico: tecnica rivoluzionaria che ridefinisce il concetto stesso di opera d'arte.
Intorno al nucleo Picasso-Braque si raccoglie un gruppo numeroso di artisti: Juan Gris, con la sua versione più cristallina e coloristica del Cubismo, Fernand Léger, che porta il linguaggio cubista verso una monumentalità quasi meccanica, Robert Delaunay con il suo Orfismo cromatico. Il Cubismo influenzò ogni settore delle arti visive — scultura, architettura, design, grafica — e aprì la strada a quasi tutte le avanguardie del Novecento. Les Demoiselles d'Avignon (1907) di Picasso rimane l'opera simbolo di questa rivoluzione imprescindibile.