Il periodo "Espressionismo"
L'Espressionismo è un movimento artistico che si afferma in Europa, principalmente in Germania e Austria, tra il 1905 e gli anni Venti del Novecento, con radici profonde nel Post-impressionismo di Van Gogh e Munch. Il principio fondante è la priorità dell'espressione interiore sulla rappresentazione oggettiva della realtà: l'opera d'arte non deve riprodurre il mondo ma trasmetterne la risposta emotiva soggettiva, anche attraverso la distorsione, la deformazione, l'intensità cromatica violenta.
In Germania si formano due gruppi storici. Il Die Brücke (Il Ponte, 1905, Dresda) — Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff — sviluppa uno stile di linee angolari taglienti, colori stridenti, figure deformate che esprimono la solitudine e l'alienazione della vita urbana moderna. Il Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro, 1911, Monaco) — Wassily Kandinsky, Franz Marc, Paul Klee, August Macke — tende invece verso l'astrazione e la spiritualità, cercando nell'arte una dimensione trascendente.
In Austria, Egon Schiele e Oskar Kokoschka portano l'Espressionismo alle sue estreme conseguenze: i corpi contorti e il segno nervoso di Schiele esprimono una sessualità angosciata e una coscienza acutissima della morte; il Ponte del vento di Kokoschka è un grido di tormento amoroso. Edvard Munch, il pittore norvegese de L'Urlo, è considerato il precursore assoluto del movimento. L'Espressionismo sopravvisse alla Prima guerra mondiale, ma fu definitivamente stroncato in Germania dall'avvento del nazismo e dalla persecuzione dell'arte degenerata: una perdita irrecuperabile per la cultura europea.