Il periodo "Neoclassicismo"
Il Neoclassicismo si afferma in Europa nella seconda metà del XVIII secolo e pervade il gusto fino ai primi decenni dell'Ottocento, in reazione agli eccessi decorativi del Rococò e in risposta ai grandi fermenti intellettuali dell'Illuminismo. La riscoperta di Pompei ed Ercolano (1748), i trattati di Johann Joachim Winckelmann — che esaltano la nobile semplicità e quieta grandezza dell'arte greca — e la diffusione delle idee razionalistiche creano il terreno per un ritorno all'antichità classica come modello di bellezza, virtù civica e ragione.
In architettura il Neoclassicismo si esprime con la ripresa degli ordini greci e romani: templi, portici, colonne doriche e ioniche caratterizzano edifici pubblici, chiese, palazzi nobiliari in tutta Europa e nelle giovani nazioni americane. Il Parlamento inglese, il Panthéon di Parigi, Monticello di Thomas Jefferson testimoniano la portata universale del movimento. Antonio Canova nella scultura raggiunge la perfezione formale con figure di marmo bianco — Amore e Psiche, le Grazie — di raffinatissima sensualità idealizzata.
In pittura, Jacques-Louis David è il maestro indiscusso: il suo Giuramento degli Orazi (1784) incarna la fusione di perfezione formale classica e contenuto etico-civico. Con la Rivoluzione francese e poi con Napoleone, il Neoclassicismo diventa il linguaggio ufficiale del potere: l'arco di trionfo, la colonna, la figura eroica idealizzata servono a costruire miti politici moderni. Ingres, allievo di David, porta la perfezione del disegno a vertici assoluti. Il Neoclassicismo non è solo uno stile: è una visione morale del mondo che fa dell'antichità uno specchio dei valori moderni.